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Esperienze sfavorevoli infantili

 

Le premesse teoriche

di Marinella Malacrea
Neuropsichiatria infantile, psicoterapeuta, responsabile attività clinica Centro TIAMA, responsabile tecnico scientifico Progetto Equal TIAMA (IT-G2LOM-023)


1. La violenza all'infanzia
Negli anni ‘90 un autore americano, Felitti, e il suo staff di ricerca, hanno opportunamente introdotto nel complesso dibattito su maltrattamenti e abusi nell'infanzia la nozione di Esperienze Sfavorevoli Infantili (ESI) per indicare quell'insieme di situazioni vissute nell'infanzia che incidono significativamente sui processi di attaccamento e che si possono definire come ‘incidenti di percorso' negativi più o meno cronici rispetto all'ideale percorso evolutivo sia sul piano personale che relazionale. 
Esse comprendono tutte le forme di abuso all'infanzia subito in forma diretta, come abuso sessuale, maltrattamento psicologico, fisico, trascuratezza; e le condizioni subite in forma indiretta che rendono l'ambito familiare impredicibile e malsicuro, come per esempio alcolismo o tossicodipendenza dei genitori, malattie psichiatriche e soprattutto violenza assistita, cioè il coinvolgimento del minore, attivo e/o passivo, in atti di violenza compiuti su figure di riferimento per lui affettivamente significative. >>>

2. L'esperienza traumatica
Un'attenzione globale a tutte le forme di Esperienze Sfavorevoli Infantili è anche, e soprattutto, in linea con il più moderno sviluppo delle conoscenze sul complesso delle situazioni di cattiva cura nei confronti dei bambini e sulla patogenesi delle conseguenze dannose ad esse correlate.
Ciò che le accomuna, e rende anche così poco differenziabili le loro conseguenze in termini di sintomi e comportamenti, è il fatto che producendo un danno importante nei processi di attaccamento deformano traumaticamente l'assetto della personalità, con riflessi tangibili anche a livello organico. >>>

3. La biologia della risposta al trauma

Le esperienze negative - stress - in ragione della loro intensità e durata producono effetti somatici registrabili , a partire da una sostanziale e automatica modificazione degli equilibri fisiologici, con ricaduta sull'asse ipotalamo-pituitario-surrenalico, sul sistema nervoso autonomo (simpatico/parasimpatico), sul complesso dei neurotrasmettitori e sul sistema immunitario.
In particolare si producono importanti conseguenze a livello cerebrale:
Sul piano psicologico il riflesso di quanto sopra è costituito da modelli operativi interiorizzati (MOI) caratteristici e riconoscibili.
E' inevitabile l'adozione di movimenti difensivi. Sappiamo che anche tali movimenti difensivi sono, nelle vittime, caratteristici e riconoscibili: di più, privi di alternative sul piano neuropsicologico. >>>

4. Le conseguenze patologiche

Ciò che accomuna le diverse situazioni sopra descritte è la loro capacità di produrre una vasta gamma di esiti patologici.
L'AACAP (American Academy of Child and Adolescent Psychiatry) propone uno schema dei sintomi e dei comportamenti che possono presentarsi nei bambini abusati
Judith Herman propone la definizione di "disturbo post-traumatico da stress complesso" per indicare il limite estremo di gravità di una vasta gamma di esiti, che vanno da quello fuggevole e non bisognoso di cura a quello derivante appunto da eventi traumatici ripetuti e prolungati. >>>

5. Le conseguenze sull'adattamento sociale
Molte persone vittime di esperienze sfavorevoli infantili, pur non presentando gravi sintomi psicopatologici, sperimentano ugualmente difficoltà in diverse aree sociali ed interpersonali: frequenti insuccessi e fallimenti a livello scolastico, difficoltà nelle interazioni sociali con i propri pari. alti livelli di aggressività, dalla carenza di atteggiamenti prosociali e di avvicinamento ai pari.
Hanno relazioni di bassa qualità, soffrono di disfunzioni nelle relazioni intime e presentano un concetto di sé particolarmente distorto, soprattutto per quanto riguarda la stima in sé stessi. >>>

6. Le conseguenze sulla salute
Le vittime di ESI soffrono spesso di problemi di salute per molto tempo dopo che l'abuso è terminato: è evidente che tale condizione avrà conseguenze importanti sull'attività scolastica e lavorativa.
Kendall-Tackett adotta un modello di quattro percorsi attraverso cui le esperienze infantili traumatiche possono influenzare la salute: percorsi comportamentali, sociali, cognitivi ed emotivi. È possibile subire l'influenza da ciascuno dei quattro percorsi o da tutti, e i diversi tipi si influenzano a vicenda, formando una complessa matrice di inter-relazioni, ognuna delle quali ha ricadute significative sulla salute.
Chi opera nel campo sanitario deve impegnarsi per trovare un approccio che affronti tutti questi percorsi, evitando l'attuale scissione fra i trattamenti per la salute mentale e comportamentale e le cure per la salute fisica. >>>